Creazione di una rete televisiva nazionale asincrona

Il fatto
Dopo solo pochi giorni dalle nomine Rai risulta ormai evidente la censura a persone “sgradite” e ad alcuni tipi di azioni, che “è meglio che non si sappia in giro”, accessibili solo tramite il passaparola in Internet, che ancora troppo pochi hanno… per cui ancora troppo pochi si accorgono…
Abbiamo davanti ancora quattro anni di questo scempio e con l’aria che tira rischiamo di perdere anche il prossimo treno…

La televisione
La destra con tutta l’informazione in mano avrà gioco facile nel far passare le tesi che le interessano.
Il problema mi pare molto serio e conviene almeno “incubare” soluzioni di supporto…

L’obiettivo
Realizzare una rete televisiva indipendente mediante accordi tra TV locali.

Il modo
In Italia ci sono centinaia di piccole TV private distribuite sul territorio e se tra queste ne esiste un numero sufficiente, (anche solo due in regioni diverse, per incominciare) desiderose di collaborare, sarebbe possibile realizzare una rete nazionale fatta di piccole TV locali che “in differita” potrebbero tramettere contenuti che riportino anche altri “punti di vista”, pur rimanendo nella “legalità”.
I programmi comuni (anche solo pochi minuti al giorno) alla nuova “rete nazionale asincrona” potrebbero essere trasferiti per via telematica (basterebbero pochi punti distribuiti connessi a larga banda come ad esempio alcuni provider regionali).
Vogliamo o no riappropriarci dell’informazione?
Questo approccio costituirebbe anche un plus economico per le TV partecipanti che, nei servizi curati nella loro zona, potrebbero inserire piccoli spazi pubblicitari da estendere all’ auditorio nazionale, con tariffe adeguate.
E provare a pensarci seriamente?
A quanto mi consta se il programma e’ tramesso in differita, anche solo di pochi minuti, l’emittente mantiene le sue caratteristiche locali, senza incorrere in sanzioni dal Ministero del Comunicazioni.

I vantaggi:
– impianti disponibili da subito (esattamente gli stessi attualmente impiegati);
– redazioni gia’ esistenti e distribuite in modo omogeneo sul territorio nazionale;
– investimento sostanzialmente nullo (ulteriori investimenti solo se supportati da nuovi guadagni);
– informazione non circoscritta a utenti WEB (e’ evidente il vantaggio di trasferire immagini anzichè testi);
– capillarità sul territorio (se l’operazione inizia con successo anche con poche emittenti, altre verranno…).

Le azioni propedeutiche
Verifiche di fattibilità sul piano legale.
Identificazione di un gruppo di coordinamento.
Individuazione di un leader carismatico già noto al grande pubblico.
Contatti con gestori di tali reti per valutarne la disponibilità.
Coinvolgimento di giornalisti “schierati” disponibili a costi marginali.
Attività e Coordinamento
Elemento rilevante ed essenziale è la figura del leader carismatico, che riflette l’immagine dell’operazione.
Egli avrebbe il ruolo di tracciare le linee guida dell’azione, dialogando e prendendo accordi con i gestori delle reti partecipanti per mantenere l’omogeneità del gruppo.
In fase propedeutica i programmi condivisi potrebbero essere circoscritti a notiziari (anche con poche immagini) trasmessi almeno due volte al giorno nelle ore tipiche.
Le notizie rilevanti, convogliate in un’unica redazione coordinata dal leader, in forma testuale (via e-mail o in uno spazio riservato in rete) e qui strutturate ed ordinate, verrebbero restituite, gia’ organizzate alle varie emittenti, che le trasmetterebbero senza variazioni (come fosse un TG nazionale), con le immagini disponibili, ad orari osservati rigorosamente ma diversi da regione a regione.
Un approccio di questo tipo potrebbe consentire un rodaggio quasi “indolore” sul piano economico della nuova Organizzazione, che in base all’ impatto ottenuto, potrebbe evolvere o terminare la collaborazione, senza aver investito grosse somme.
In questa fase insomma può bastare una condivisione di meno di un’ora al giorno ripartita in due o tre fasce orarie.
Quando ritenuto opportuno, si potrebbero programmare degli “approfondimenti” su temi circoscritti, sempre trasmessi in “differita”.
Per motivare le testate televisive a partecipare si potrebbero inserire nei vari notiziari alcuni “spot” pubblicitari spiegando esplicitamente agli utenti che questi servono a pagare un servizio, che altrimenti non sarebbe disponibile.
Per le varie TV non si tratta quindi di stravolgere palinsesti o costruirsi etichette di chissà quale natura ma di condividere spazi circoscritti da dedicare ad una informazione chiara ed obiettiva, con garanzie di audience probabilmente superiore alla loro media… quindi un vantaggio.
Perchè non provare?

Rrushbull: prima esperienza internazionale con la Missione Arcobaleno

Il campo è ormai vuoto, i kosovari sono ritornati a casa, non sarà forse una casa ancora accogliente ma sicuramente migliore di una tenda piantata in terra straniera, anche se questa si è dimostrata accogliente, grazie anche alla presenza di tante persone che hanno portato il loro sostegno.
L’Italia, gli italiani e noi popolo di volontari abbiamo recepito il grido di aiuto lanciato da queste persone e siamo stati colpiti da questo esodo biblico cui il popolo kosovaro è stato costretto a subire (qualcuno potrà eccepire che la colpa è anche nostra per il solo motivo di aver partecipato alle operazioni di guerra, direttamente o indirettamente).
Dal silenzio del campo di Rrusbull, rimasto vuoto, si sentono, se uno si mette a riflettere, le voci dei primi momenti, le richieste di aiuto e di accoglienza, le file per i pasti e la distribuzione dei materiali, il rumori delle ruspe in movimento che stendevano la ghiaia per ricoprire l’acquitrino, per il montaggio delle cucine da campo, dei bagni, il suono dei martelli sui picchetti delle tende che a mano a mano andavano a creare questo tetto provvisorio per l’accoglienza degli oltre 2300 profughi.
Quante persone abbiamo incontrato, quante ne abbiamo viste passare per informarsi sulle condizioni dei profughi, quante ne sono venute a vedere il campo, la sua struttura, il suo funzionamento? Neppure noi possiamo contare quante mani abbiamo stretto, quante storie ci siamo sentiti raccontare, quante necessità e bisogni; ora nel silenzio di questo luogo tutte ci passano nella memoria, tante scene che si rivedono dinanzi a nostri occhi.
E’ stata una esperienza che ha lasciato dentro ognuno di noi una traccia o un solco difficile da dimenticare, ma anche questo fa parte del bagaglio di esperienze che un volontario ha la fortuna di poter vivere.
La missione Arcobaleno si sposterà forse a breve in kosovo con forme di assistenza diverse, l’impegno è quello di seguire anche questa fase; l’augurio è per una pace stabile e duratura, la speranza quella di aver potuto seguire l’insegnamento del Divino Maestro: avevo fame, avevo sete, ero forestiero, ero ignudo, ero malato…

Testimonianza di un volontario in Kosovo

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